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Vania Lucia Gaito

Parigi - Damasco, andata senza ritorno

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Se la Fallaci fosse stata viva, avrebbe levato la pelle a chiunque si fosse azzardato a chiamarla per nome. Sapeva scrivere, ma era diventata vecchia, e con la vecchiaia era diventata faziosa e tendeva a dimenticarsi, opportunamente, furbescamente, vergognosamente, di raccontare le cose per intero. Di che si lagnano, questi esperti da tastiera, questi specialisti di geopolitica, questi dotti e colti imbecilli che non hanno mai letto uno straccio di libro, un foglio di giornale, e meno che mai hanno mai portato il culo in quei posti che ritengono un covo di terroristi e di complici? Si lagnano solo per il fatto che qualcuno ha ammazzato gente "dietro casa loro"? Si risentono perché “sarebbe potuto capitare a me, a mia madre, a mio figlio”? e non ci hanno pensato mai quando l'Europa, la Francia in primis, è andata a portar guerra in Medio oriente, in Libia, in Mali, in Congo, in Rwanda e via dicendo? Non erano morti, quelli? Non erano padri, figli, mogli? Non erano civili, gli obiettivi che avevano le loro bombe? E per un fine ignobile, il più ignobile di tutti: arricchire ancora di più pochi colonialisti sfruttatori e assicurarsi il petrolio, l'oro, il coltan, i diamanti, facendone fare le spese ai poveri cristi che si sono trovati sulla loro strada. 

Non sono buonista, non lo sono mai stata. Ma se li bombardo e quelli scappano, dove pensi che vadano? Se li schiavizzo e quelli si ribellano, cosa credi che facciano? E questi politicanti imbecilli, ignoranti, sciacalli, di quale chiusura delle frontiere parlano? A chi le chiudono? Ai musulmani? E perché, perché sono musulmani? E se io domani mi converto, che fanno, mi levano la cittadinanza? Ma di cosa parlano e soprattutto chi, chi parla! Personaggi talmente equivoci che non mi fiderei ad averli come amministratori di condominio, figurati come classe dirigente di qualunque Paese! Ignoranti, falsi, bugiardi, ladri. Intenti solo a raccattare i voti di gente che assomiglia a loro, analfabeti decerebrati la cui massima espressione culturale è la recita dell’alfabeto a rutti. Incapaci di garantire la certezza della pena anche solo per un furtarello, perché se garantiscono la pena per i furtarelli poi c’è il rischio serio che proprio loro e i loro amici e gli amici degli amici possano finire in galera quando li beccano con le mani nella marmellata. Perché sarebbe solo questione di “quando”, non di “se”.

Vi hanno affamato. Vi hanno levato certezze e sicurezze. Si sono venduti la vostra pelle e non ve ne siete nemmeno accorti. Si sono spartiti il vostro futuro e quello dei vostri figli e voi lì ad applaudirli. Imbecilli! Vi hanno strappato uno per uno i diritti che i vostri padri avevano conquistato soffrendo, morendo. Vi hanno tolto i diritti dei lavoratori, e voi lì a osannare. Vi hanno tolto il diritto alla salute, e voi lì ad esultare. Vi hanno tolto il diritto alla conoscenza, che è la cosa peggiore di tutte. Perché la conoscenza li spaventa, li terrorizza, vi rende simili a Dio. Fu per aver mangiato dall’albero della conoscenza che fummo cacciati dall’Eden. Non una stupida mela! E quel giorno non nacque il peccato, nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Non lo dico io, lo scriveva la Fallaci. Ma voi quel libro, proprio quello, magari non lo avete letto. Vero? Hanno sventrato la scuola, quel posto dove un tempo vi insegnavano a pensare e ad essere uomini, l’hanno ridotta a una latrina in cui vivacchiano sindacalisti e incompetenti, gente che “si è sistemata così” e, ai piani alti, gente che sa come ridurre i vostri figli a idioti analfabeti incapaci di qualunque ragionamento critico. Del resto voi, col vostro fulgido esempio, avete già fatto un ottimo lavoro.

E allora per piacere state zitti. Guardatevi in casa. Levate i fronzoli, gli orpelli, i centrini, i quadri. Guardate le fondamenta e, peggio di tutto, guardatevi voi. Guardate quello che siete. Perché quando vi guarderete senza quei fronzoli di cui vi ricoprite per sembrare qualcos’altro vi renderete conto che siete simili sì ai morti ammazzati francesi, ma non ai loro governanti. Siete simili ai morti ammazzati siriani di stanotte, e vostro figlio è come quel bambino ricoperto dalla polvere delle macerie che ai bordi di una casa sventrata chiama sua sorella, morta ammazzata stanotte dalle bombe francesi. Voi siete i servi, gli schiavi, la carne da cannone. E vi recitano davanti un teatrino di pupi senza che vi accorgiate neppure del fondale di cartapesta. Quindi ora basta. Tenetevi le bandiere sulle vostre facce da facebook, piangete i vostri morti, illudetevi che siete diversi dai siriani, dagli afgani, dai malesi, dai rwandesi, dai congolesi. Illudetevi perché sono lontani. Ma state zitti. Ora basta. Punto e basta.

 

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).