You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

Articoli

Cornutissima, semmai

E-mail

La prima volta che sono venuta in Sicilia è stato dieci anni fa. Prima, neppure una vacanza, un fine settimana. Fino a dieci anni fa, per me la Sicilia è stata un triangolo sghembo sulla carta geografica, separata dallo stivale da un braccio di mare. Non ne sapevo niente, o poco più.

E l’impatto fu durissimo, feroce. Prima di tutto per la luce. Diversa, potente, cruda. In quella luce il cielo diventa quasi bianco e non è possibile nascondere nulla. Poi per la bellezza. Non una bellezza canonica, liscia, perfetta. Più aspra, invece. Una bellezza senza serenità, dolorosa, tormentosa. Violenta, ecco. Non ci sono distese verdi, se non per pochissimi giorni, in primavera. E quel verde non è riposante, rasserenante. E’ aggressivo, selvaggio. Uno schiaffo sugli occhi. Tutto è duro, spigoloso, selvatico.

La prima città che m’è venuta incontro è stata Palermo. E quella prima volta che misi piede a Palermo mi chiesi come facessero le persone ad amarla, a viverci, a sopravviverci. Me lo chiedevo guardando le facciate secolari di certe case annerite dallo smog, lasciate rodere dal degrado, dall’incuria, dall’indifferenza, dall’apatia. Me lo chiedevo respirando un’aria di cappa pesante che lasciava un peso sul petto, come una fitta che taglia un respiro profondo. Me lo chiedevo annusando un’aria densa di polvere, di cassonetti traboccanti, di asfalto rovente.

Ci sono tornata. Ancora. E poi ancora.

Ogni volta con riluttanza e tuttavia con un senso di ineluttabilità. Ogni volta cercando di capire, ogni volta tentando di scavare. Ogni volta rosicchiata da un tarlo senza requie.

Leggi tutto...
 

Non fate i giornalisti

E-mail

La telefonata arriva quando non è ancora del tutto giorno. Rispondo con voce impastata. Dall’altro lato un tono sbrigativo, terribilmente efficiente. La sento come una frustata e in un attimo sono sveglia. I sensi vigili, le gambe già fuori dal letto.

Non fate i giornalisti.

Vi chiameranno agli orari più strani e pazzi per chiedervi qualunque cosa. Anche nel mezzo della notte, perché da qualche parte nel mondo è sempre mattina. O, se proprio volete, sistematevi in una bella redazione di provincia. Coi telefoni verde oliva e le scrivanie dell’Ikea tutte scompagnate. Imboscatevi e aspettate le notizie dell’Ansa, poi scriveteci qualcosa intorno e via.

Leggi tutto...
 

9/12: Lettera aperta al saccente elettore PD

E-mail

Luca Romano, parliamoci un attimo.

Nel 1994 io avevo 24 anni e mi stavo laureando. Leggevo un po’ di tutto, senza distinzioni, mi piaceva ascoltare tutte le campane e farmi un’idea per conto mio. Tu eri forse in prima elementare (all’epoca si chiamavano ancora così), io lavoravo già da quattro anni per pagarmi gli studi, come ho continuato a fare durante la specializzazione. Eravamo un Paese che veniva fuori dalle stragi di mafie e da tangentopoli, e io assurdamente speravo che si riuscisse a rinnovare il sistema politico, con persone più pulite, più oneste e più capaci. Ero giovane.

Dieci anni dopo, nel 2004, mentre tu scoprivi l’acqua calda del conflitto di interessi di Berlusconi, io mi accorgevo che non riguardava solo Berlusconi ma riguardava le partecipazioni dei partiti politici nelle banche, le nomine degli amministratori degli enti locali, la nomina dei dirigenti ospedalieri, la gestione di enti di formazione da parte dei sindacati che a loro volta erano gestiti dai partiti. Mi preoccupavo anche di quello che, sotto la presidenza di Prodi, combinava la Commissione europea, che proprio in quell’anno stabiliva che l’Unione ha competenza esclusiva sulla politica monetaria degli Stati membri.

Leggi tutto...
 

La politica dello struzzo

E-mail

Non poteva certo fingere che il problema non esistesse, papa Francesco. E neppure gli otto cardinali che collaborano col pontefice. Viene annunciata, così, la costituzione di una commissione ad hoc per la protezione dei bambini e la prevenzione degli abusi sessuali.

E’ inevitabile ripensare al National Review Board, il comitato istituito nel 2002 dai vescovi statunitensi per indagare sulle accuse di abusi nella Chiesa in America. Quello che il comitato scoprì, divenuto noto come John Jay Report, era un comportamento sistematico, da parte dei vescovi: insabbiamento e trasferimento del sacerdote pedofilo ad un’altra parrocchia.

Leggi tutto...
 

Diciamoci la verità

E-mail

Tra di noi ce lo possiamo dire: esistono dei lavori migliori di altri. Decisamente migliori. E non sto facendo la differenza tra uno scaricatore notturno ai mercati generali e un manager aziendale. Lavori che si trovano, più o meno, sullo stesso piano. Medico e insegnante, per esempio.

A prescindere dalla preparazione, dalla capacità e dalla competenza, in precipitosa caduta libera, entrambe le professioni hanno un risvolto sociale fondamentale. Istruzione e sanità sono i pilastri fondamentali di uno Stato, attorno a cui tutto gira. Non a caso, i missionari impiantano proprio questo, ovunque vadano: scuole e ospedali. 

Leggi tutto...
 
Pagina 3 di 24

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).