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Vania Lucia Gaito

Articoli

Marketing

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Le Conferenze episcopali con i maggiori introiti sono sempre state tre: quella italiana, quella tedesca e quella americana. Negli ultimi anni, però, dopo lo scandalo degli abusi sessuali sui bambini da parte del clero cattolico, gli americani sono diventati meno generosi: sia che pensassero che i loro soldi fossero utilizzati per pagare gli stipendi anche ai preti pedofili, sia che avessero assistito al fallimento di diverse diocesi a causa dei risarcimenti milionari alle vittime, sia che non si fidassero più della Chiesa cattolica e dei suoi ministri, le offerte non erano più quelle di un tempo. Nasceva quindi la necessità di riconquistare la loro fiducia.

Un'operazione di marketing per riconquistare la fiducia dei francesi fu messa in atto qualche anno fa dalla Perrier, notissima e vendutissima acqua minerale. L'acqua era risultata contaminata e dovette essere ritirata dal mercato. Quando ritornò sugli scaffali dei supermercati, i francesi se ne tennero a debita distanza e le vendite calarono a picco. Il settore marketing della Perrier non si perse d'animo e fece girare su tutti i network un unico spot pubblicitario: una bottiglia di Perrier a tutto schermo, lungo la quale scendeva una goccia, come una lacrima. Ed una sola scritta: Pardon. Le vendite risalirono immediatamente.
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Revisionismo storico

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Mi hanno colpito molto le dichiarazioni del Papa, rilasciate ai giornalisti sull'aereo che lo portava negli Stati Uniti: "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio" ha detto, "Ci vergogniamo profondamente e faremo tutto il possibile affinché questo non si ripeta".
Non è stato tanto il discorso del Pontefice a meravigliarmi, quanto l'assenza di domande da parte dei giornalisti, fatta eccezione, s'intende, per le domande "compiacenti" che riguardavano il viaggio e le tappe previste.
Nessuno ha chiesto come mai, in questo viaggio, avesse ignorato l'appello delle associazioni delle vittime della pedofilia clericale. Sono giunti da queste associazioni innumerevoli appelli e richieste di incontro con le vittime. Ma non sono neppure state prese in considerazione.
Nessuno ha chiesto al Pontefice "come" intende procedere in questa opera di "pulizia" della Chiesa dai sacerdoti pedofili. Il pedofilo non se ne va in giro con tanto di "marchio di Caino" sulla fronte, individuare un pedofilo è pressocchè impossibile, se non dopo che l'abuso è stato già consumato.
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Domine, quo vadis?

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Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: "Chi cercate?". Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: "Sono io!". Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Gesù, il Nazareno". Gesù replicò: "Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano". 
                                                                                                                     
Vangelo di Giovanni

Sul Corriere della Sera di ieri, così come su altri quotidiani, è apparso un articolo che riportava una comunicazione del cardinal Bertone, segretario di Stato Vaticano, in cui si annunciava che, nella prossima visita del Papa negli Stati Uniti, il Pontefice chiamerà i cattolici statunitensi a una «purificazione» collettiva, dopo lo scandalo dei preti pedofili.
Viene specificato, inoltre, che nel programma della visita papale, non ci sarà nessun incontro con le vittime dei preti pedofili, sebbene le associazioni e i gruppi che si occupano delle famiglie colpite lo abbiano richiesto a gran voce.
Ratzinger terrà invece un discorso ai sacerdoti, nella cattedrale di San Patrizio, a New York, e  parlerà del "fatto doloroso" che «ha ferito la Chiesa cattolica negli Stati Uniti come la Chiesa cattolica in tutto il mondo».

Perchè terrà questo discordo ai sacerdoti e invece rifiuta di incontrare le vittime? Non è compito del vicario di Cristo essere vicino ai deboli, agli oppressi, a chi ha fame e sete di giustizia? Non dovrebbe essere rivolta principalmente a loro la sua compassione, la sua visita? Non c'è forse scritto nel Vangelo "Beati gli afflitti, perché saranno consolati" e "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati"?
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Il reato e il peccato

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Forse perchè sono abituati al "latinorum", ma vescovi e sacerdoti sembrano far finta di non conoscere la differenza tra peccato e reato. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano agire in spregio totale delle istituzioni dei Paesi che li ospitano. E sebbene quegli stessi Paesi ospitanti classifichino l'abuso sessuale come reato, la Chiesa istituzionale si ostina a trattarlo solo come un "peccato". E per il peccato basta la preghiera e, qualche volta, un aiuto psicologico. Troppo spesso neppure quello. L'assoluzione dal confessionale e una penitenza fatta di "litanie alla Madonna" sembra essere l'unica cura ritenuta adeguata.
Al contempo, la stessa Chiesa istituzionale si batte strenuamente perchè alcuni "peccati" siano riconosciuti, dalle leggi dei Paesi ospitanti, come reati. L'aborto, per esempio. Peccato che in queste fervide crociate non si tenga conto di un gran numero di variabili, di cui provo a tenere conto io, adesso.

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Viaggio nel silenzio, perchè?

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Perchè parlare proprio di pedofilia clericale? Perchè tradurre e sottotitolare un documento scomodo come "Sex crimes and Vatican"?

Perchè attirarsi le critiche dei benpensanti? Perchè, non contenta di ciò, scrivere addirittura un libro proprio su quest'argomento? E perchè focalizzare l'attenzione su questo specifico ambito, quello che riguarda gli ecclesiastici e le loro devianze? Non sono problemi che indiscriminatamente colpiscono la società in generale? E perchè non denunciare anche tutte quelle "altre categorie" altrettanto interessate dal fenomeno? E le altre confessioni religiose? Perchè esporsi alle critiche di chi non vede l'ora di etichettarti in qualche modo, soprattutto come anticlericale o mangiapreti, con l'unico scopo di screditare il tuo lavoro a prescindere dalla verità dei contenuti?
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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).