You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

Articoli

La scelta di Nuzzi

E-mail

C’è un limite oltre il quale la rilettura degli avvenimenti diventa imbarazzante revisionismo. Soprattutto se, a mettere in opera il proprio talento, è un giornalista di spessore, che la Chiesa e il Vaticano li conosce bene.

Gianluigi Nuzzi, nel suo “La scelta del Papa”, ha proposto una interpretazione del pontificato di Ratzinger che fa riflettere. Il quadro finale è quello di un uomo timido, ritroso e solo, attorniato da poteri incontrastabili, ai quali non ha né saputo né potuto opporsi. E alla fine, consapevole della propria inadeguatezza, ha lasciato la Chiesa e il Vaticano nelle mani di un successore che potesse essere in grado di assolvere il compito con più fermezza e con maggiori forze, fisiche e forse spirituali.

Leggi tutto...
 

Grillo e menzogne a 5 stelle

E-mail

Il web è impietoso. E avrebbe dovuto saperlo proprio lui, Beppe Grillo, che sul web ha scommesso tutto. Invece è proprio il web che lo tradisce. Rispetto a quanto si dice in televisione, Grillo è poco amato dagli internauti, nonostante l'opera degli "influencer" della Casaleggio, che però non basta a placare l'onda di dissensi sempre più ampia, che sta pericolosamente passando anche sui media tradizionali.

La verità è che esistono due generazioni di grillini. Quelli della prima ora, quelli del 2005, per capirci, che si erano avvicinati al comico per gli argomenti che portava in giro nei suoi spettacoli: la crisi dell’economia globale, lo sciacallaggio delle risorse del pianeta, la manipolazione dell’informazione. Si trattava di persone che, per lo più, si assunsero un compito ingrato: divulgare informazioni su argomenti di cui nessuno, all’epoca, parlava sui media. E a fornire loro quelle informazioni erano esperti del calibro di Maurizio Pallante, Rubbia, Gianni Tamino, i medici dell’Isde.

Leggi tutto...
 

Palermo: un'analisi politica

E-mail

Le amministrative di Palermo, condite da una campagna elettorale al vetriolo, singolarmente sono state poco o per nulla correlate con le situazioni politiche nazionali. Vediamo di sopperire alla mancanza, partendo dall’inizio. Magari dalle primarie.

La prima esclusa dalla competizione elettorale è stata proprio lei, quella che sembrava la grande favorita: Rita Borsellino. Rispetto al 2006, quando si presentò alle elezioni regionali contro Totò Cuffaro, la sua popolarità è in caduta libera. Eletta al parlamento europeo nelle fila del PD, la signora è praticamente scomparsa dalla scena politica locale. Eppure, il Partito Democratico e SEL decidono di proporla alle primarie. Perché?  I maligni sussurrano che Bruxelles è lontana, e fare su e giù ad una certa età è stancante. In realtà, Rita Borsellino rappresentava l’unico possibile candidato che potesse essere visto come appartenente alla cosiddetta società civile (fantomatica entità) e quindi condensare i consensi attorno ad una sinistra che in terra siciliana è stata sempre sconfitta.

Leggi tutto...
 

Sociologia elettorale

E-mail

Studiare la gente durante una campagna elettorale, soprattutto se le elezioni sono quelle amministrative, è più istruttivo dell’opera omnia di Weber e Durkheim messi insieme. Nessuno è immune alla febbre propagandistica, perfino quelli che hanno fatto della propria astensione una bandiera da sventolare con ottuso orgoglio.

Sia chiaro, ben pochi son quelli che si leggono il programma dei candidati (quelli che ce l’hanno, perché in molti han deciso di fare senza e si limitano a ululare qualche frase fatta, salvo poi essere colpiti da una specie di labirintite fulminante quando si chiede loro qualche dettaglio), ancora meno sono quelli che ci credono.

Leggi tutto...
 

Vent'anni di villaggio vacanze

E-mail

A guardare a posteriori l’Italia degli ultimi vent’anni, l’impressione che si ricava, se si ha un occhio appena smaliziato, è quella di aver vissuto in un gigantesco villaggio vacanza. Uno di quei posti dove la vita è scandita dal ritmo di giochi di spiaggia, tornei di ping pong, spettacoli serali e giochi-aperitivo.

Protagonisti assoluti di queste strutture sono gli animatori. L’animatore è un tizio che, indifferentemente, fa da baby sitter ai bambini, da istruttore di tennis, da cantante o attore nei quotidiani spettacolini serali, da costumista o scenografo nell’improvvisare gli spettacolini suddetti, qualche volta perfino da barman o gelataio. Fa quello che capita e che è necessario in quel momento, senza avere nessuna competenza specifica, o quella poca, irrilevante, acquisita sul campo. Perché, suvvia, per lo spettacolino serale non c’è certo bisogno di una scenografia vera, magari bastano due sedie e un tavolino, e si crea l’effetto di un salotto. Non c’è mica bisogno di attori veri: bastano un minimo di memoria e un paio di battute pecorecce, e si crea l’illusione della commedia brillante. L’illusione, appunto.

Leggi tutto...
 
Pagina 5 di 25

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).