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Vania Lucia Gaito

Articoli

La visita del Papa pagata coi soldi degli aiuti umanitari

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La visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, lo scorso settembre, costò ai sudditi di Elisabetta oltre 10 milioni di sterline. Adesso, a distanza di pochi mesi, si scopre che i fondi con i quali fu finanziata la visita del pontefice furono sottratti ad altre spese, e infuria una nuova polemica.

Vediamo da dove sono stati presi i soldi. Il dipartimento degli Esteri e del Commonwealth è quello che ha investito meno, soltanto 750mila sterline. Il resto della somma, oltre nove milioni di sterline, è stato equamente diviso tra cinque dipartimenti che, secondo il Tesoro, avrebbero “obiettivi allineati con i fini governativi per la visita papale”: ambiente, agricoltura ed affari rurali, decentramento e governo locale, educazione, sviluppo internazionale. A ciascun dipartimento la visita del Papa è costata 1.850.000 sterline, circa due milioni e duecentomila euro. Per cercare di rientrare delle spese, si è pensato a far pagare i biglietti: 10 sterline per la veglia di preghiera ad Hyde Park del 18 settembre e 25 per la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman, a Birmingham il giorno 19.

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Fuori controllo

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Credo che prima o poi nella vita a tutti sia capitato di conoscere uno di questi uomini che un paio di volte l’anno fanno "una capatina a Cuba" o in qualche altra isoletta caraibica. Sia chiaro: non ci vanno per lavoro, né per le spiagge, né per il clima. Generalmente si tratta di uomini oltre la sessantina, che hanno scoperto l’isola caraibica per puro caso o perché un amico ce li ha portati.

Succede sempre così. Fino al giorno prima un dignitoso padre di famiglia attorno alla sessantina, al ritorno da Cuba un ridicolo ometto dalle rughe abbronzate e dalle carni flaccide che si illude di essere un Casanova. Il giorno prima di partire, un vestito color fumo di Londra, al ritorno, braghe di tela bianche e bandana. Perché il dramma è tutto lì, nell’illusione di cui ci si nutre, che rende patetici, ridicoli, grotteschi. La realtà è piuttosto banale e fin troppo ovvia, e accomuna tante, troppe donne che desiderano più di quello che possono permettersi. Che sia superfluo o necessario poco importa. E che sono spesso disposte a qualunque cosa per ottenerlo.
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L’annus horribilis della Chiesa cattolica

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Per la Chiesa cattolica il 2010 è stato un anno difficile. Soprattutto per lo scandalo degli abusi sessuali non più solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Dopo le migliaia di casi in Irlanda, denunciati nel 2009 dalle commissioni Ryan e Murphy, l’anno, appena passato, si è aperto con nuovi casi in Austria, in Belgio, in Olanda e in Germania.

In Germania sono coinvolte soprattutto le scuole cattoliche: per decenni, alcuni dei più prestigiosi istituti cattolici tedeschi sono stati il luogo in cui si sono consumate violenze sessuali agghiaccianti. Accuse di abusi e maltrattamenti anche nel Coro di Ratisbona, diretto dal fratello del pontefice, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1993. Anche in Austria sono i collegi i luoghi in cui vengono maggiormente consumati gli abusi sessuali, ma anche le parrocchie e perfino le case. La drammaticità della situazione spinge il Vaticano ad istituire commissioni indipendenti d’inchiesta, ma non basta ad arginare la disaffezione dei fedeli. Nella sola Austria, il 42% dei cattolici abbandona la Chiesa.

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Fine anno a Palermo

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"Siamo nelle mani di un consiglio comunale ignorante e in malafede, incapace di un vero confronto politico che porti a dei risultati per la città. E' il peggiore Consiglio che abbia mai visto negli ultimi 20 anni". A Parlare è Diego Cammarata, sindaco di Palermo al suo secondo mandato. Attacca duramente i consiglieri comunali e le loro capacità politiche, ma viene da pensare che più che altro lo faccia per sentito dire, considerando che il primo cittadino palermitano, verbali delle presenze alla mano, a Sala delle Lapidi non ci mette piede praticamente mai, né per presenziare alle riunioni del Consiglio Comunale né per assistere a quelle della Giunta.

Destano stupore, però, il momento e il luogo scelti dal Sindaco per esprimere i propri trincianti giudizi: la conferenza di fine anno, organizzata il 28 dicembre in un sushi-bar. E non un sushi-bar qualsiasi, ma la sede distaccata della biblioteca comunale. Biblioteca sì, ma anche ristorante aperto a pranzo e a cena e locale, la cui gestione è stata affidata ad una società privata, con un bando pubblico per la "gestione dei servizi aggiuntivi" della biblioteca. Certo, non è il luogo più “istituzionale” a cui si pensi, per la conferenza di fine anno: un po’ come se il discorso agli italiani quest’anno il presidente Napolitano lo tenesse alla Bouvette.

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Palermo dopo il papa

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Ora che tutto è finito, si possono tirare le somme. Il papa è arrivato ed è ripartito, tocca ora a Palermo lo smantellamento delle strutture e la verifica dei danni, soprattutto al prato del Foro Italico. I 20.000 euro spesi per le griglie di protezione del manto erboso sono stati evidentemente insufficienti, visto che si è potuta coprire solo una piccola porzione di prato. Il Foro Italico stamattina appariva spelacchiato e invaso dai rifiuti. Il manto non coperto dalle griglie ne è uscito anche peggio. Mauro Sarno, docente di Tappeti erbosi alla facoltà di Agronomia dell'Università di Palermo, propone un nuovo tipo di semina per risolvere definitivamente i problemi: "Ci vorrebbe il Cynodon dactylon, lo stesso tipo di erba dello stadio Barbera, più resistente e adatta al calpestio".

L’intera gestione dell’evento ha lasciato molto a desiderare. A partire dalla pretesa di dare in pasto alle telecamere, che riprendevano la visita, l’immagine di una città cattolica e compatta intorno a Benedetto XVI, senza alcuna voce dissonante che ricordasse le troppe pecche della chiesa istituzionale. Gli striscioni omofobi sono stati lasciati appesi, disseminati lungo il tragitto della papamobile, mentre le forze dell’ordine sono intervenute per rimuovere non solo gli striscioni ma anche i più piccoli dei cartelli che esprimessero una qualche critica all’operato della Chiesa cattolica.

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).