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Vania Lucia Gaito

Articoli

Palermo: la protesta per gli striscioni oscurati

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Una visita che è costata circa due milioni e mezzo di euro, 500.000 dei quali a carico del Comune di Palermo, che li attingerà dal fondo di riserva. Arriva Benedetto XVI e non accennano a placarsi le polemiche che da settimane infuriano nel capoluogo siciliano.

La visita del pontefice, in occasione del diciassettesimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, è durata in tutto dieci ore, ma già dall’alba i pullman di fedeli provenienti da tutta la Sicilia hanno cominciato ad affollare le aree di sosta. E arriva il primo allarme, quello dell’Amia, l’ex municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti: “C’è chi abbandona sacchetti di rifiuti indifferenziati per strada”, scrive in una nota la società che parla “di una vera e propria emergenza, con la formazione di enormi accumuli di rifiuti in una parte di Palermo che sarà interessata dalla visita del Santo padre”. In realtà, nulla di nuovo, visto che la raccolta differenziata dei rifiuti è stentatamente partita solo in una piccola parte della città, che continua a navigare tra cumuli di sacchetti e cassonetti trasbordanti.
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Il Papa: “Sulla pedofilia la Chiesa non ha vigilato”

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Non c’è tregua alle polemiche intorno al viaggio di Benedetto XVI in Gran Bretagna. Che arriva nel Regno Unito dopo che lo scandalo sui preti pedofili ha intaccato l’immagine del Vaticano anche Oltremanica. Sul volo per Edimburgo,  il Papa ha definito “uno choc” le rivelazioni sulle violenze sessuali sui minori compiute da sacerdoti: “L’autorità della Chiesa non è stata sufficientemente vigilante, né sufficientemente veloce e decisa nel prendere le misure necessarie”.
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Il papa a Palermo: costa 2 milioni e mezzo di euro

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Costerà due milioni e mezzo di euro, la visita di Papa Ratzinger a Palermo, e il Comune, la Provincia e la Regione sperano che sia lo Stato a sborsarli. Sia perché le casse sono vuote e si sta già grattando il fondo, sia perché la trasferta di Benedetto XVI in terra siciliana potrebbe passare come “grande evento”. In un summit tenutosi a villa Whitaker tra il prefetto Giuseppe Caruso e le istituzioni locali coinvolte, è emerso chiaramente che se da Roma non arrivano i fondi, ogni istituzione dovrà farsi carico delle spese. Ed è quasi certo che non arriveranno. Così, i contribuenti dovranno farsi carico dei costi per lo spiegamento di forze previsto: 1.000 volontari della protezione civile, 3.000 uomini delle forze dell’ordine, 1.100 vigili urbani, 60 medici, 200 barellieri, 18 ambulanze, 3 pronto soccorso mobili e oltre 180 volontari di Croce Rossa e Misericordia, 12 autogru, 22 chilometri di transenne, 600 pullman.
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Gran Bretagna, arriva Benedetto XVI

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Le proteste durano da mesi, ma con l’approssimarsi del 16 settembre, data prevista per l’arrivo di Benedetto XVI in Gran Bretagna, i sudditi di Elisabetta si scaldano, soprattutto dopo l’annuncio della presenza del principe Filippo ad accogliere il papa all’aeroporto.

Certo, per Ratzinger non è una visita facile. Gli inglesi, poco propensi a scialacquare in tempi di crisi, hanno aspramente criticato la spesa affrontata dal governo per la visita del pontefice. Solo per la sicurezza di Ratzinger durante la veglia di preghiera in Hyde Park, in programma per il 18 settembre, sono stati spesi 1.8 milioni di sterline, 2.2 milioni di euro. Complessivamente, i quattro giorni di visita papale alleggeriranno le tasche della Gran Bretagna di oltre 14 milioni di euro. Alan Palmer, presidente del Central London Humanists, aggiunge: “I cittadini si chiedono se nella situazione economica attuale si debba spendere milioni di sterline per fornire un palcoscenico ad un leader religioso che ha già criticato la nostra legislazione e condannato il modo in cui organizziamo la nostra società”.
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Palermo, gli impegni dei consiglieri comunali

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Costano quasi tre milioni di euro l’anno, tra gettoni di presenza e indennità. E un altro milione di euro lo prendono per prestazioni di servizio, convegni, corsi di formazione. Sono i cinquanta consiglieri comunali di Palermo, profumatamente pagati dai cittadini per accompagnare la città a un disastro ogni giorno più imminente. Alcuni di loro in aula non si sono quasi mai visti. Eppure gli impegni d’aula non sono poi così gravosi. Nel 2009, per esempio, il Consiglio comunale palermitano è stato convocato 44 volte, ma in diversi casi non si è raggiunto neppure il numero legale. A conti fatti, ogni riunione di Consiglio è costata ai palermitani quasi 80mila euro. Senza contare il fatto che alcuni consiglieri sono anche dipendenti di enti pubblici. Le loro assenze dal lavoro, ordinariamente giustificate dagli impegni d’aula, sono rimborsate dal Comune.
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Il genocidio del Rwanda

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).