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Vania Lucia Gaito

Articoli

Fine anno a Palermo

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"Siamo nelle mani di un consiglio comunale ignorante e in malafede, incapace di un vero confronto politico che porti a dei risultati per la città. E' il peggiore Consiglio che abbia mai visto negli ultimi 20 anni". A Parlare è Diego Cammarata, sindaco di Palermo al suo secondo mandato. Attacca duramente i consiglieri comunali e le loro capacità politiche, ma viene da pensare che più che altro lo faccia per sentito dire, considerando che il primo cittadino palermitano, verbali delle presenze alla mano, a Sala delle Lapidi non ci mette piede praticamente mai, né per presenziare alle riunioni del Consiglio Comunale né per assistere a quelle della Giunta.

Destano stupore, però, il momento e il luogo scelti dal Sindaco per esprimere i propri trincianti giudizi: la conferenza di fine anno, organizzata il 28 dicembre in un sushi-bar. E non un sushi-bar qualsiasi, ma la sede distaccata della biblioteca comunale. Biblioteca sì, ma anche ristorante aperto a pranzo e a cena e locale, la cui gestione è stata affidata ad una società privata, con un bando pubblico per la "gestione dei servizi aggiuntivi" della biblioteca. Certo, non è il luogo più “istituzionale” a cui si pensi, per la conferenza di fine anno: un po’ come se il discorso agli italiani quest’anno il presidente Napolitano lo tenesse alla Bouvette.

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Palermo dopo il papa

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Ora che tutto è finito, si possono tirare le somme. Il papa è arrivato ed è ripartito, tocca ora a Palermo lo smantellamento delle strutture e la verifica dei danni, soprattutto al prato del Foro Italico. I 20.000 euro spesi per le griglie di protezione del manto erboso sono stati evidentemente insufficienti, visto che si è potuta coprire solo una piccola porzione di prato. Il Foro Italico stamattina appariva spelacchiato e invaso dai rifiuti. Il manto non coperto dalle griglie ne è uscito anche peggio. Mauro Sarno, docente di Tappeti erbosi alla facoltà di Agronomia dell'Università di Palermo, propone un nuovo tipo di semina per risolvere definitivamente i problemi: "Ci vorrebbe il Cynodon dactylon, lo stesso tipo di erba dello stadio Barbera, più resistente e adatta al calpestio".

L’intera gestione dell’evento ha lasciato molto a desiderare. A partire dalla pretesa di dare in pasto alle telecamere, che riprendevano la visita, l’immagine di una città cattolica e compatta intorno a Benedetto XVI, senza alcuna voce dissonante che ricordasse le troppe pecche della chiesa istituzionale. Gli striscioni omofobi sono stati lasciati appesi, disseminati lungo il tragitto della papamobile, mentre le forze dell’ordine sono intervenute per rimuovere non solo gli striscioni ma anche i più piccoli dei cartelli che esprimessero una qualche critica all’operato della Chiesa cattolica.

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Palermo: la protesta per gli striscioni oscurati

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Una visita che è costata circa due milioni e mezzo di euro, 500.000 dei quali a carico del Comune di Palermo, che li attingerà dal fondo di riserva. Arriva Benedetto XVI e non accennano a placarsi le polemiche che da settimane infuriano nel capoluogo siciliano.

La visita del pontefice, in occasione del diciassettesimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, è durata in tutto dieci ore, ma già dall’alba i pullman di fedeli provenienti da tutta la Sicilia hanno cominciato ad affollare le aree di sosta. E arriva il primo allarme, quello dell’Amia, l’ex municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti: “C’è chi abbandona sacchetti di rifiuti indifferenziati per strada”, scrive in una nota la società che parla “di una vera e propria emergenza, con la formazione di enormi accumuli di rifiuti in una parte di Palermo che sarà interessata dalla visita del Santo padre”. In realtà, nulla di nuovo, visto che la raccolta differenziata dei rifiuti è stentatamente partita solo in una piccola parte della città, che continua a navigare tra cumuli di sacchetti e cassonetti trasbordanti.
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Il Papa: “Sulla pedofilia la Chiesa non ha vigilato”

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Non c’è tregua alle polemiche intorno al viaggio di Benedetto XVI in Gran Bretagna. Che arriva nel Regno Unito dopo che lo scandalo sui preti pedofili ha intaccato l’immagine del Vaticano anche Oltremanica. Sul volo per Edimburgo,  il Papa ha definito “uno choc” le rivelazioni sulle violenze sessuali sui minori compiute da sacerdoti: “L’autorità della Chiesa non è stata sufficientemente vigilante, né sufficientemente veloce e decisa nel prendere le misure necessarie”.
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Il papa a Palermo: costa 2 milioni e mezzo di euro

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Costerà due milioni e mezzo di euro, la visita di Papa Ratzinger a Palermo, e il Comune, la Provincia e la Regione sperano che sia lo Stato a sborsarli. Sia perché le casse sono vuote e si sta già grattando il fondo, sia perché la trasferta di Benedetto XVI in terra siciliana potrebbe passare come “grande evento”. In un summit tenutosi a villa Whitaker tra il prefetto Giuseppe Caruso e le istituzioni locali coinvolte, è emerso chiaramente che se da Roma non arrivano i fondi, ogni istituzione dovrà farsi carico delle spese. Ed è quasi certo che non arriveranno. Così, i contribuenti dovranno farsi carico dei costi per lo spiegamento di forze previsto: 1.000 volontari della protezione civile, 3.000 uomini delle forze dell’ordine, 1.100 vigili urbani, 60 medici, 200 barellieri, 18 ambulanze, 3 pronto soccorso mobili e oltre 180 volontari di Croce Rossa e Misericordia, 12 autogru, 22 chilometri di transenne, 600 pullman.
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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).