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Vania Lucia Gaito

Articoli

Gran Bretagna, arriva Benedetto XVI

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Le proteste durano da mesi, ma con l’approssimarsi del 16 settembre, data prevista per l’arrivo di Benedetto XVI in Gran Bretagna, i sudditi di Elisabetta si scaldano, soprattutto dopo l’annuncio della presenza del principe Filippo ad accogliere il papa all’aeroporto.

Certo, per Ratzinger non è una visita facile. Gli inglesi, poco propensi a scialacquare in tempi di crisi, hanno aspramente criticato la spesa affrontata dal governo per la visita del pontefice. Solo per la sicurezza di Ratzinger durante la veglia di preghiera in Hyde Park, in programma per il 18 settembre, sono stati spesi 1.8 milioni di sterline, 2.2 milioni di euro. Complessivamente, i quattro giorni di visita papale alleggeriranno le tasche della Gran Bretagna di oltre 14 milioni di euro. Alan Palmer, presidente del Central London Humanists, aggiunge: “I cittadini si chiedono se nella situazione economica attuale si debba spendere milioni di sterline per fornire un palcoscenico ad un leader religioso che ha già criticato la nostra legislazione e condannato il modo in cui organizziamo la nostra società”.
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Palermo, gli impegni dei consiglieri comunali

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Costano quasi tre milioni di euro l’anno, tra gettoni di presenza e indennità. E un altro milione di euro lo prendono per prestazioni di servizio, convegni, corsi di formazione. Sono i cinquanta consiglieri comunali di Palermo, profumatamente pagati dai cittadini per accompagnare la città a un disastro ogni giorno più imminente. Alcuni di loro in aula non si sono quasi mai visti. Eppure gli impegni d’aula non sono poi così gravosi. Nel 2009, per esempio, il Consiglio comunale palermitano è stato convocato 44 volte, ma in diversi casi non si è raggiunto neppure il numero legale. A conti fatti, ogni riunione di Consiglio è costata ai palermitani quasi 80mila euro. Senza contare il fatto che alcuni consiglieri sono anche dipendenti di enti pubblici. Le loro assenze dal lavoro, ordinariamente giustificate dagli impegni d’aula, sono rimborsate dal Comune.
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Pedofilia clericale: il caso italiano

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Anche quando le vittime sono i bambini, l’Italia assuefatta agli scandali, satura fino al rigetto, non ha più la capacità di reagire, di indignarsi. Fino al punto da non avere neppure un fremito di sdegno di fronte alle dichiarazioni del cardinale Sodano che riducono a “chiacchiericcio” i casi di abusi sessuali su minori commessi dai sacerdoti. Casi che, finalmente, stanno venendo alla luce anche in casa nostra, e che in ogni modo si è tentato di sminuire, ridurre, minimizzare. Come se la piaga ci avesse in qualche modo risparmiati, quasi che la presenza stessa del Vaticano ci avesse regalato una sorta di maggior tutela rispetto agli Stati Uniti, all’Australia, al Sudamerica, all’Irlanda, alla Polonia, alla Germania, alla Spagna, al Canada, a tutti quei paesi che hanno accolto i sacerdoti come messaggeri di Cristo senza neppure sospettare che tra loro c’erano lupi travestiti da agnelli.

Eppure lo scandalo peggiore non era che ci fossero sacerdoti pedofili, quanto che ci fosse una sistematica copertura da parte delle gerarchie ecclesiastiche e una cieca politica dello struzzo, tesa essenzialmente a proteggere non solo il buon nome della Chiesa ma anche (o soprattutto) i patrimoni delle varie diocesi da eventuali richieste di risarcimento.
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Otto per mille, una torta per pochi

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Anche quest’anno, nelle dichiarazioni dei redditi degli italiani, la scelta di devolvere l’otto per mille non ha proposto molte alternative. Si tratta di una torta che vale centinaia di milioni di euro, ma a spartirsela sono soltanto sei confessioni religiose. A fare la parte del leone è la Chiesa cattolica, che anche questa primavera, come ogni anno, ha inondato le tv di spot, prendendo alla lettera l’evangelico “chiedete e vi sarà dato”. Oltre allo Stato italiano e alla Chiesa cattolica, sono solo altre cinque le confessioni ammesse a beneficiare del contributo dalla dichiarazione dei redditi: la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa evangelica luterana in Italia e l’Unione delle comunità ebraiche italiane. E le altre religioni, che in molti casi possono contare su moltissimi fedeli nel nostro Paese, come mai non possono essere scelte per l’otto per mille?

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Il coraggio di parlare

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).