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Vania Lucia Gaito

Articoli

Belgio: da vittime a sopravvissuti

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Non manca di farsi attendere la reazione delle vittime di fronte alle dimissioni dell’intera commissione Adriaenssens. Ad appena 24 ore dall’annunciato forfait, l’associazione delle vittime di abusi sessuali del clero belga ha tenuto una conferenza stampa sugli scalini davanti alla cattedrale St. Gudule a Bruxelles.

Sabato 26 giugno 2010, venti delle 300 vittime avrebbero dovuto essere ascoltate dalla Commissione per gli Abusi Sessuali all’interno di una Relazione Pastorale, di cui era presidente il Professor Peter Adriaenssens. Due giorni prima, giovedì 24 giugno, la commissione ha deciso di smettere definitivamente di operare, dopo la perquisizione e il sequestro dei dossier da parte della polizia.

“La commissione è indignata perché la giustizia non rispetta la privacy delle vittime, ma sappiamo che la Chiesa non l’ha mai rispettata – afferma Lieve Janssens, ex presidentessa dell’associazione Vlaamse Werkgroep Mensenrechten in de Kerk. - La Chiesa si nasconde da anni dietro la prescrizione dei delitti e dimentica tante cose. Scopriamo oggi chi abbiamo protetto con il nostro tacere.
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Via libera ai processi al Vaticano

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Sempre più incalzanti gli eventi che travolgono il Vaticano. Mentre in Belgio la commissione Adriaenssens al completo si dimette, oltraggiata dalle perquisizioni di giovedì e, soprattutto, dal sequestro dei dossier sui casi di abusi commessi dai sacerdoti belgi, dagli Stati Uniti arriva la risoluzione della Corte Suprema sulla procedibilità contro il Vaticano nel caso Anonimo contro Santa Sede di cui la Corte Suprema ha accettato l’esame.

Si tratta di una storia lunga, anzi lunghissima quella della procedibilità contro alti esponenti del Vaticano. Prima di diventare papa, lo stesso Benedetto XVI era stato citato per ostruzione alla giustizia di fronte al giudice federale Lee, in Texas. L’accusa, portata avanti dall’avvocato Daniel Shea, sosteneva che, attraverso l’emanazione del De Delictis Gravioribus, il documento del 2001 che avocava alla Congregazione per la Dottrina della Fede la competenza per i casi di pedofilia clericale e poneva sugli stessi il segreto pontificio. Ma davanti alla corte non ci arrivò mai, perché appena eletto al soglio papale chiese, e ottenne dall’amministrazione Bush, l’immunità diplomatica come Capo di Stato.
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Il seminario degli abusi sessuali

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A fare un attimo mente locale ci si dovrebbe interrogare su cosa stia accadendo, da anni, al seminario diocesano di Brescia, il “Maria Immacolata”. Perché di immacolato sembra esserci solo il nome, visto il numero di condanne che si susseguono a carico di personaggi che col seminario hanno avuto parecchio a che fare, e decisamente da vicino.

La storia parte da lontano, ma esplode un primo scandalo nel 2002, quando il vicerettore del seminario, don Luigi Facchi, scompare improvvisamente da Ome, la cittadina in cui svolgeva il proprio ministero. Si viene a sapere in seguito che una mattina molto presto i carabinieri si sono presentati in canonica, e da quel momento il sacerdote non si è più visto. Indagato per pedofilia, dopo un primo interrogatorio gli è stato notificato l’ obbligo di dimora in un altro comune. La denuncia, partita dai genitori di un ragazzino di Gottolengo, suscita una levata di scudi da parte dell’intero paesino in favore del sacerdote. Ma poco dopo don Luigi Facchi patteggia 6 anni per crimini di pedofilia, e da quel momento di lui si perdono le tracce. Come di consueto, non si hanno notizie di eventuali procedimenti canonici aperti dalla deputata Congregazione per la Dottrina della Fede sul suo conto.
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Obolo di San pietro, un business in calo

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La solidarietà non conosce crisi. O quasi, perché negli ultimi tre anni pare invece che il detto sia stato sconfessato. Domenica scorsa, all’Angelus, il Papa ha ricordato ai fedeli la ricorrenza della Giornata della Carità, giornata in cui si raccolgono in tutto il mondo le offerte di carità al pontefice note come Obolo di San Pietro. Si tratta di un’offerta di denaro fatta dai fedeli al papa, il 29 giugno o la domenica più vicina a quella data. Nel 2008 l’Obolo è ammontato complessivamente a poco più di 75 milioni di dollari, quasi 50 milioni di euro. L’anno precedente le offerte avevano sfiorato gli 80 milioni di dollari, e nel 2006 si erano assestate a 101 milioni. I maggiori contributi provengono dai cattolici degli Stati Uniti, dell’Italia e della Germania e le recenti vicende riguardanti gli scandali di pedofilia non sono del tutto estranee al calo di consensi e di offerte.
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La giustizia viene prima della tonaca

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Un paese cattolicissimo, il Belgio, e un lungo incubo di cui pare non riesca a liberarsi, la pedofilia. Così le denunce di abusi commessi da ecclesiastici su minori inevitabilmente richiamano alla mente un periodo non troppo lontano, ancora ben vivo nella mente dei belgi, un periodo terrificante con un nome e un volto, quello del pedofilo criminale Marc Dutroux, ribattezzato il “mostro di Marcinelle”. Nell’affare Dutroux c’era di tutto, dalla pedofilia agli snuff-film che mostravano bambini violentati fino ad essere uccisi, dagli omicidi al presunto coinvolgimento di personaggi dell’alta società belga.

Anche l’ira del Vaticano non smuove i belgi: la giustizia viene prima della tonaca, soprattutto quando le vittime sono i bambini. L’opinione pubblica e quella dei media è concorde e non è neppure intaccata dalla possibilità, ventilata dalla Chiesa cattolica belga, di avviare un’azione legale contro le perquisizioni compiute giovedì dalla polizia. Cattolici sì, ma privilegi agli ecclesiastici no. Il Belgio vuole chiarezza e giustizia, e deve essere la magistratura a farsene carico, non la Chiesa.
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Il genocidio del Rwanda

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).