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Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Feb09

L'impotenza appresa: ecco perché nessuno si ribella

Qualche tempo fa, durante un esperimento di laboratorio, uno psicologo notò un fenomeno piuttosto strano. L’esperimento consisteva nel somministrare una scossa elettrica ad alcuni topi chiusi in gabbia e senza vie di fuga. Inizialmente, gli animali si agitavano cercando di scappare, ma quando si rendevano conto che non potevano, restavano semplicemente immobili. Il fenomeno strano era che, in un esperimento successivo, in cui era prevista una via di fuga, quegli stessi topi non la usavano. Continuavano a rimanere immobili e a subire la scossa. In pratica, i topi avevano “imparato” che non potevano fuggire o evitare la scossa e, anche di fronte all’evidenza contraria, continuavano a restare immobili.

La faccenda era talmente insolita che il ricercatore decise di verificare se il meccanismo funzionava anche sugli esseri umani. Così, prese un gruppo di studenti e li chiuse in una stanza dove c’era un forte rumore, che infastidiva molto e sembrava provenire da un pannello pieno di pulsanti. Gli studenti provavano a spingere i pulsanti, tentando di far cessare il rumore, ma non accadeva nulla. In seguito, venivano rinchiusi in un’altra stanza, sempre con lo stesso rumore, ma in questo caso premendo i pulsanti il rumore sarebbe cessato. Solo che nessuno li premeva. Anche gli studenti avevano imparato che “non c’era niente da fare”.

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Nov16

Parigi - Damasco, andata senza ritorno

Se la Fallaci fosse stata viva, avrebbe levato la pelle a chiunque si fosse azzardato a chiamarla per nome. Sapeva scrivere, ma era diventata vecchia, e con la vecchiaia era diventata faziosa e tendeva a dimenticarsi, opportunamente, furbescamente, vergognosamente, di raccontare le cose per intero. Di che si lagnano, questi esperti da tastiera, questi specialisti di geopolitica, questi dotti e colti imbecilli che non hanno mai letto uno straccio di libro, un foglio di giornale, e meno che mai hanno mai portato il culo in quei posti che ritengono un covo di terroristi e di complici? Si lagnano solo per il fatto che qualcuno ha ammazzato gente "dietro casa loro"? Si risentono perché “sarebbe potuto capitare a me, a mia madre, a mio figlio”? e non ci hanno pensato mai quando l'Europa, la Francia in primis, è andata a portar guerra in Medio oriente, in Libia, in Mali, in Congo, in Rwanda e via dicendo? Non erano morti, quelli? Non erano padri, figli, mogli? Non erano civili, gli obiettivi che avevano le loro bombe? E per un fine ignobile, il più ignobile di tutti: arricchire ancora di più pochi colonialisti sfruttatori e assicurarsi il petrolio, l'oro, il coltan, i diamanti, facendone fare le spese ai poveri cristi che si sono trovati sulla loro strada. 

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Ott31

Il conto

A Malpensa viene a prendermi lui. Sono stanca, sporca, sudata. Per tutto il volo la temperatura di bordo ha fatto concorrenza alla savana e sono avanti di sei ore, per me è notte fonda. Ho voglia solo di una doccia e un letto. In quest’ordine esatto.
Poi lo vedo. Oltre il gate di uscita, in piedi, gli occhi inquieti che scrutano tra la folla. È venuto per me, lo so. Non c’è bisogno che qualcuno me lo dica. Mi avvicino e per un attimo ci guardiamo in un’aria sospesa d’imbarazzo. Una stretta di mano? Un bacio sulle guance? Anche lui resta un attimo sospeso. Poi ci abbracciamo, ma guardinghi, esitanti. 
“Brutto volo, eh?” Mi scarica dalla borsa con la reflex, dalla valigia, mi guarda ancora. Ci avviamo fuori, e tutto ha il sapore del già vissuto, di un passato in cui ogni volta che atterravo a Malpensa lui era lì, al gate di uscita. E mi chiedo come mai sia venuto stavolta, come faceva a sapere che sarei arrivata.
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Pagina 5 di 6

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).