You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Nov16

Parigi - Damasco, andata senza ritorno

Se la Fallaci fosse stata viva, avrebbe levato la pelle a chiunque si fosse azzardato a chiamarla per nome. Sapeva scrivere, ma era diventata vecchia, e con la vecchiaia era diventata faziosa e tendeva a dimenticarsi, opportunamente, furbescamente, vergognosamente, di raccontare le cose per intero. Di che si lagnano, questi esperti da tastiera, questi specialisti di geopolitica, questi dotti e colti imbecilli che non hanno mai letto uno straccio di libro, un foglio di giornale, e meno che mai hanno mai portato il culo in quei posti che ritengono un covo di terroristi e di complici? Si lagnano solo per il fatto che qualcuno ha ammazzato gente "dietro casa loro"? Si risentono perché “sarebbe potuto capitare a me, a mia madre, a mio figlio”? e non ci hanno pensato mai quando l'Europa, la Francia in primis, è andata a portar guerra in Medio oriente, in Libia, in Mali, in Congo, in Rwanda e via dicendo? Non erano morti, quelli? Non erano padri, figli, mogli? Non erano civili, gli obiettivi che avevano le loro bombe? E per un fine ignobile, il più ignobile di tutti: arricchire ancora di più pochi colonialisti sfruttatori e assicurarsi il petrolio, l'oro, il coltan, i diamanti, facendone fare le spese ai poveri cristi che si sono trovati sulla loro strada. 

Leggi tutto...
 
Ott31

Il conto

A Malpensa viene a prendermi lui. Sono stanca, sporca, sudata. Per tutto il volo la temperatura di bordo ha fatto concorrenza alla savana e sono avanti di sei ore, per me è notte fonda. Ho voglia solo di una doccia e un letto. In quest’ordine esatto.
Poi lo vedo. Oltre il gate di uscita, in piedi, gli occhi inquieti che scrutano tra la folla. È venuto per me, lo so. Non c’è bisogno che qualcuno me lo dica. Mi avvicino e per un attimo ci guardiamo in un’aria sospesa d’imbarazzo. Una stretta di mano? Un bacio sulle guance? Anche lui resta un attimo sospeso. Poi ci abbracciamo, ma guardinghi, esitanti. 
“Brutto volo, eh?” Mi scarica dalla borsa con la reflex, dalla valigia, mi guarda ancora. Ci avviamo fuori, e tutto ha il sapore del già vissuto, di un passato in cui ogni volta che atterravo a Malpensa lui era lì, al gate di uscita. E mi chiedo come mai sia venuto stavolta, come faceva a sapere che sarei arrivata.
Leggi tutto...
 
Ott16

Cornutissima, semmai

La prima volta che sono venuta in Sicilia è stato dieci anni fa. Prima, neppure una vacanza, un fine settimana. Fino a dieci anni fa, per me la Sicilia è stata un triangolo sghembo sulla carta geografica, separata dallo stivale da un braccio di mare. Non ne sapevo niente, o poco più.

E l’impatto fu durissimo, feroce. Prima di tutto per la luce. Diversa, potente, cruda. In quella luce il cielo diventa quasi bianco e non è possibile nascondere nulla. Poi per la bellezza. Non una bellezza canonica, liscia, perfetta. Più aspra, invece. Una bellezza senza serenità, dolorosa, tormentosa. Violenta, ecco. Non ci sono distese verdi, se non per pochissimi giorni, in primavera. E quel verde non è riposante, rasserenante. E’ aggressivo, selvaggio. Uno schiaffo sugli occhi. Tutto è duro, spigoloso, selvatico.

La prima città che m’è venuta incontro è stata Palermo. E quella prima volta che misi piede a Palermo mi chiesi come facessero le persone ad amarla, a viverci, a sopravviverci. Me lo chiedevo guardando le facciate secolari di certe case annerite dallo smog, lasciate rodere dal degrado, dall’incuria, dall’indifferenza, dall’apatia. Me lo chiedevo respirando un’aria di cappa pesante che lasciava un peso sul petto, come una fitta che taglia un respiro profondo. Me lo chiedevo annusando un’aria densa di polvere, di cassonetti traboccanti, di asfalto rovente.

Ci sono tornata. Ancora. E poi ancora.

Ogni volta con riluttanza e tuttavia con un senso di ineluttabilità. Ogni volta cercando di capire, ogni volta tentando di scavare. Ogni volta rosicchiata da un tarlo senza requie.

Leggi tutto...
 
Pagina 6 di 7

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).