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Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Lug04

Buio pesto nella Palermo capitale della cultura

Se casomai veniste a Palermo, capitale della cultura, venite attrezzati.
Prima di tutto portatevi una torcia. Vi servirà. Perché interi quartieri, la sera, restano al buio: l’illuminazione stradale, che pure c’è, resta un fatto puramente ornamentale. Forse in tema con le istallazioni di Manifesta 12.
Al buio la zona tra la Stazione Centrale e il Policlinico: tanto casomai l’ospedale è lì a due passi, ma portatevi un giubbotto fluorescente se no non vi trova neanche l’ambulanza.
Buia anche la Guadagna, zona non proprio appartenente al salotto buono palermitano e dove ci si deve muovere con cautela pure di giorno, figuriamoci quando non si vede a un palmo dal proprio naso.
Buio pesto anche a Mondello, la caraibica spiaggia palermitana invasa da cabine e stabilimenti che lasciano un fazzoletto di spiaggia per chi non vuole o non può “affittare” l’ombrellone e il lettino a cifre che manco Palm Beach. Con un lungomare incolto, fatiscente e lercio tra la bellezza delle ville liberty e la meraviglia dell’acqua azzurra. Dopo il tramonto, si può giocare a moscacieca senza bendarsi.
Buio totale anche a Baida, periferia medioborghese arroccata sul costone della montagna alle spalle di Palermo. Una sequenza di tornanti e curve a gomito immerse nella totale oscurità. Giochi senza frontiere: chi perde, precipita in una scarpata.

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Giu15

Il lassismo del perdono senza pentimento

Io me lo ricordo, quando è cominciato.
Fu una decina d'anni fa, forse un po' di più.
Un giornalista decerebrato pose una domanda al padre di un bambino ucciso in maniera selvaggia. Un padre in lacrime, devastato. La domanda riguardava l'assassino: "Ma lei lo perdona?"
Io non so cosa possa vagare per un cervello disabitato in certi momenti, da far formulare una domanda del genere. Perché è una domanda a cui non si può rispondere con la verità. E la verità è che a chi ha ammazzato tuo figlio tu gli mangeresti il cuore dopo averglielo scippato dal petto a mani nude. Ma non puoi dirlo e taci, poiché sai che se lo dicessi, se dicessi cosa pensi sul serio, quelli che i figli li hanno a casa, placidamente addormentati nei loro lettini piumosi, si straccerebbero le ipocrite vesti e ti bollerebbero come sanguinario.
Cominciò allora, con quella domanda che nessun cervello pensante avrebbe mai posto, e quella risposta che non fu una risposta vera, se mai ci fu.
Cominciò allora l'era del perdono incondizionato, anche se non c'era contrizione, l'era della comprensione universale, della giustificazione perpetua. L'era di "è una così brava persona", l'era del "salutava sempre", l'era di "è un ragazzo perbene, era solo uno scherzo".

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Giu21

Ma il problema sono i barconi

Ci sono cose che mi risultano strane. Non le capisco.

E sono sicura che se ci riflettete un attimo non le capite manco voi.

Vi prego di prendere queste considerazioni al netto degli show di Matteo Salvini.

 

Prima considerazione.

Secondo l'Istat, la popolazione straniera residente in Italia è l'8,3%.

Secondo i dati del Viminale, i reati commessi dalla popolazione straniera residente in Italia sono poco più del 28% del totale.

Incidenza dei reati: il triplo nella popolazione straniera.

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).