You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Dic28

Dove tutto è cominciato

Sitt, svegliati, sitt.”

La mano che mi scuote è gentile, la voce è morbida. Con dentro una goccia di urgenza. Fuori è buio, e mi pare di aver dormito poco, troppo poco. Gli occhi mi bruciano. Non sono passati neppure dieci giorni da quando sono arrivata, ma è come se fossero passati anni. Mi tiro a sedere e nella penombra cerco gli scarponcini. Li capovolgo e li scuoto con gesti automatici, prima di infilarli. Il freddo del deserto mi penetra nella carne quando esco. Punture di mille spilli che mi bruciano la pelle nuda delle braccia. Torno dentro a cercare la camicia di flanella, ho le dita così gelide che non riesco neppure a chiudere i bottoni.

Saida, la donna che mi ha svegliato, sembra essere inghiottita dal buio. Le donne badawi, avviluppate in abiti scuri, hanno questa strana capacità di dissolversi nell’ombra, senza rumore. Le voci, poco più di un brusio, vengono dalla tenda più grande, l’unico posto in cui c’è luce. Penso che qualcuno stia male. Forse uno dei bambini, per questo mi hanno svegliato. Non è raro che accada: mal di pancia, mal di denti, mal d’orecchio. Invece nella tenda ci sono solo tre uomini, seduti sui tappeti, a bere shai, the caldo e dolce fatto con la menta. Selim, il marito di Saida, e Ahmed, il marito di Abir, indossano la solita galabia e la kefia, il terzo veste all’occidentale. Hanno visi gravi, compunti. Mi offrono il the e lo bevo in silenzio. So perché il terzo uomo è qui.

Leggi tutto...
 
Nov21

Il grillini e gli eredi di Berlusconi

Quando leggo post o, peggio, titoli di articoli che raccontano che Tizio ha "asfaltato", "umiliato”, "distrutto", "polverizzato", "demolito" Caio, mi rendo conto appieno dell'enorme degrado dell'intelligenza collettiva.

Chi crede diversamente, decide diversamente, sostiene opinioni e ragioni diverse dalle nostre, va asfaltato, umiliato e demolito. Non altro. Lo scontro politico è diventato un agone per falliti ego che necessitano di sfogare il proprio livore e di dare in pasto ai propri simpatizzanti questa cultura dell'annientamento degli avversari.

Leggi tutto...
 
Nov11

Palermo e la politica radical-chic

Non so se avete mai presenziato ad una riunione politica. Non parlo di consigli dei ministri o di sessioni parlamentari, per carità, che sarebbero intollerabili perfino ai monaci buddisti che hanno raggiunto il nirvana. Una di quelle riunioni politiche cittadine, quelle che in questo periodo, a sei mesi dalle elezioni, spuntano qua e là per Palermo come porcini dopo un temporale.

Quando nell’aria comincia a spandersi odore di elezioni, prima o poi vi ritroverete un amico o un parente che vi invita a un circolo, un convegno, una conferenza o un dibattito. Ovviamente, ci sono gli “uscenti” che sarebbero disposti a qualunque compromesso e sacrificio (anche umano) pur di mantenere il marmoreo sedere sulla poltrona. Tanto per dire, ultimamente, in città, è tutto un pulire aree e giardini che fino a due mesi fa erano allo stato di jungla urbana in cui combattevano vietcong e giapponesi, ignari della fine della guerra. Ora manca poco che vadano a dare la cera ai marciapiedi.

Leggi tutto...
 
Pagina 2 di 5

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).