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Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Giu12

Hanno tutti ragione

No, non è il titolo del romanzo di Paolo Sorrentino, è la verità. E la verità bisogna dirla anche se è urticante, imbarazzante, brutta.

Quello che vedo e che leggo in queste ultime ore è il trionfo dell'ignoranza, del bieco tifo da stadio e del degrado mentale dei lobotomizzati talebani sostenitori di questo o quel partito.

Numeri, dunque. Senza imbrogliare.

E' vero che in Italia i rifugiati sono appena il 2,4 per mille della popolazione. Ma è altrettanto vero che non tutti gli immigrati sono rifugiati. In tutto la popolazione straniera, in Italia, è l'8,3%. Poco più di 5 milioni di persone. In questo senso, l'Italia è il sesto paese europeo per percentuale di immigrati e secondi, dopo la Germania, in valore assoluto.

Non lo dico io, sia chiaro. Lo dice l'Istat.

Passiamo ai numeri sui reati. E qui ci muoviamo su un terreno un poco più accidentato, perché i dati disponibili sono solo quelli segnalati o denunciati. Prendiamoli col beneficio dell'inventario.

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Giu07

Un pentolone d'infamia

Caro Salvini, la campagna elettorale è finita.
E con essa, i proclami, i toni accesi e la folla da aizzare.
Adesso sei il ministro degli interni. 
Quindi metti via le bandiere, le cravatte verdi e le felpe. Sei un uomo delle istituzioni e come tale hai responsabilità non solo nei confronti dei "tuoi" ma di tutti gli italiani.
E' successo qualcosa, a Gioia Tauro. Non far finta di non saperlo.
Un uomo è stato ucciso.
Sembra sia stato ucciso perché era entrato in una fabbrica abbandonata per portar via qualche lamiera. Lamiere che sarebbero servite a creare una parvenza di riparo a persone che quelle lamiere avrebbero chiamato “casa”. Lo so, tu forse in Africa non ci sei stato mai, e se ci sei stato hai preferito un bell’albergo o un comodo villaggio vacanze. E non sai che due lamiere maledette in Africa significano casa. Nell’occidentalizzatissima Kinshasa, anche due stracci attaccati al ramo di un albero sono “casa”. E pure in Mali, il paese devastato dal colonialismo francese da cui proveniva Sacko, l’uomo ucciso.

Ora c’è un problema, Salvini.
La vicenda di Gioia Tauro forse non ha nulla a che fare col razzismo, con lo sfruttamento, ma scoperchia il pentolone di un’infamia. E tu sei ministro dell’Interno.

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Mar08

Storia di una provinciale a una mostra moderna

Io sono provinciale.

Lo dico subito, a scanso di equivoci, così non si creano fastidiosi fraintendimenti. 

Da provinciale, ci son cose che non capirò mai. Forse perché sono troppo lontane dalla mia cultura, non mi appartengono. Per dire, non capisco queste cucine da masterchef, con quattro rigatoni conditi con la gomma da masticare o con un tuorlo d’uovo crudo in mezzo al piatto, solitario come Soldini in mezzo all’oceano, che occhieggiano tristezza fra gli infiniti complimenti dei radical chic.

Per me, nipote di una nonna che i cinquanta grammi di pasta li metteva nel piatto per sentire se era giusta di sale, faccende come le cruditès, la nouvelle cuisine, i ravioli al tofu e i cannoli destrutturati senza ricotta, più che alla genialità gastronomica si avvicinano alla scelleratezza culinaria.

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).