You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Mar07

Armi di Stato fuori controllo

Ieri parlavo con un’amica che lavora in polizia. E a un certo punto mi è venuta una curiosità. E gliel’ho chiesto: “Scusa, ma ogni quanto tempo voi delle forze dell’ordine venite sottoposti a visita medica e controllo psicologico o psichiatrico?”

Lei mi ha guardato stupita. Come se avessi chiesto chissà cosa. “Noi? Mai.”

Mai? Ma come, mai?! A me chiedono di fare controlli psicofisici ogni 10 anni anche solo per guidare una normale automobile, e a te, a cui danno un’arma in dotazione, non ti controllano mai?

“Che devo dirti? E’ così. Una volta che hai superato i test d’ingesso, la visita medica e tutto il resto, non siamo obbligati ad alcun controllo.” Si ferma un attimo a riflettere. “Beh… a meno che il dirigente non lo richieda specificamente. A seguito di qualcosa di veramente serio, grave. Ma ci sono i sindacati, sai. Se la cosa non è veramente grave, nessun dirigente si piglia la briga. Magari vieni accusato di mobbing.”
“Ah.”

Leggi tutto...
 
Ott30

Decodifica dello shampismo

Premetto che io non guardo la televisione, se non una mezz'ora quando vado a letto, e solo e soltanto "Il trenino Thomas" (piace moltissimo ai miei gatti e io mi adeguo).
Ieri nel pomeriggio, però, ho letto una serie di post che riguardavano il programma della Annunziata (portate pazienza, manco so come si chiama la trasmissione) e mi sono incuriosita. Sicché l'ho cercato sul web e l'ho guardato. 
Ritengo giusto condividere con voi alcune considerazioni. Eccole.
Esistono due tipo di giornalisti: quelli che fanno con dignità e preparazione questo mestiere (pochi, eh!) e gli shampisti.
I primi conoscono gli argomenti di cui intendono parlare, si preparano, hanno prospettive aperte e orizzonti ampi. Non partono da tesi preconcette ma fanno domande, specialmente se si occupano di politica, di ampio respiro, che riguardano idee e programmi.
Gli shampisti no. Partendo da altri presupposti, poco sono interessati alla politica "pura". Si interessano di altre cose, assai più vicine al pettegolezzo che non al giornalismo. Parlano di persone, di fatterelli, di chi sarà messo in quale posto. 
Lo shampista non fa informazione: tenta di accreditare o screditare chi è più o meno vicino alle sue appartenenze.

Leggi tutto...
 
Set21

Scusi, per la stazione?

Meno male che il Dalai Lama venne in volo e atterrò a Boccadifalco. Perché se, mai sia, fosse venuto in treno, la pantomima della città lustra, bella e pulita sarebbe stato assai più difficile metterla in scena.

Perché chi arriva a Palermo in treno ha l’impatto più devastante, e più vero, con la città. Con la città tutta, non solo con le parti “nobili”, i quartieri da salotto buono.

Il primo, appena messo piede fuori dalla stazione, è un muro di lamiere e lavori in corso. Sono lì da un po’ prima delle guerre puniche, e a passarci davanti per mesi e mesi, a quel muro di lamiere, viene da pensare a complicate infrastrutture elettroniche che servono a coordinare l’arrivo e le partenze dei treni, il passaggio degli autobus, lo smistamento dei taxi. Niente del genere. L’altro giorno, mentre ci passavo davanti, l’animo della portinaia che mi alberga dentro ha preso il sopravvento, e ho appoggiato l’occhio a una feritoia. Un marciapiede. Stanno facendo un marciapiede. Mancano mattonelle qua e là ma è sostanzialmente finito. 

Leggi tutto...
 
Pagina 4 di 9

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).