You are here:
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Ott12

Lo scoglio di Ortigia

Ti sarebbe piaciuto, questo posto. C’è quella calma antica che amavi, la maestosità caravaggesca e vicoli larghi quanto corridoi.

Ti sarebbero piaciuti i panni stesi, i balconi che grondano gerani e l’odore del mare. Lo senti ovunque qui, e tu amavi il mare. Bambina piccolissima, a malapena ti trotterellavo dietro, ho imparato da te quell’amore, quel lasciarsi andare all’acqua, sentirsene parte, diventare acqua con lei. Tra le tue braccia, in mezzo a quella distesa di azzurro sotto l’azzurro, mi sapevo al sicuro. Lontana da sporcizie e malinconia, in un mare che, dall’alto, sembra sempre pulito.

Leggi tutto...
 
Lug18

Via Maqueda e la mancanza di dignità

Ne avevo sentito parlare. E, attratta dalle parole, sono andata.
Ho parcheggiato all’imbocco di via Cavour, sotto l’ala protettrice di un parcheggiatore abusivo, e sono andata.
Alla scoperta della fantasmagorica via Maqueda pedonalizzata e pronta per le frotte di turisti.
E sono rimasta agghiacciata. 
Bernardino de Cárdenas y Portugal, il duca di Maqueda, che alla fine del 1500 la fece costruire, resterebbe folgorato da tanta immane bruttezza, desolazione, mancanza di progettualità e finalità e, soprattutto, mancanza assoluta di gusto.
La strada storica, l’asse viario antico, quello che ad ogni passo dovrebbe sussurrare bellezza e ricordo, grondare storia dai fasti antichi fino alla strage del pane, è un tripudio di deformità e disarmonia, un gigantesco rigurgito nauseabondo.
Da dove vogliamo cominciare? Dall’asfalto? Passi anche il fatto, di per sé un abominio, di una strada storica asfaltata. Il basolato o i sampietrini, assai più adatti al contesto della via, sono stati sacrificati al bitume. Il bitume, si sa, è più redditizio. Necessita continuamente di manutenzioni, mentre il basolato e i sampietrini sono praticamente eterni, signori del tempo. E’ con l’asfalto che si spende, quindi via libera all’asfalto. Poi, quando i soldi non sono più quelli di una volta, pazienza se la pavimentazione di via Maqueda è tutta una crepa, un rattoppo, una buca. Cosa fatta capo ha.
Leggi tutto...
 
Giu25

E tanti saluti alla regina

Il problema è culturale, lo riconosco. 
Non è roba di ora, è faccenda di DNA. Un percorso lungo millenni che ha modificato filogeneticamente i cromosomi, e già Dante se ne dogliava “Ahi serva Italia di dolore ostello…”. Quindi nulla di nuovo.
Però, nelle ultime ventiquattr’ore, a leggere sui social i commenti suscitati dal referendum inglese, risulta assai più chiaro quanto siamo destinati all’idiocrazia. E penso a quanto possa essere raccapricciante il suffragio universale applicato a un popolo ignorante, becero, qualunquista, miserabile e biologicamente programmato alla schiavitù mentale.
Non è questione di cultura, sia chiaro. Non c’entrano nulla le tre lauree e i master. E’ l’incapacità assoluta e totale a capire certi concetti, ad andare oltre le frasi fatte e i pensieri precostruiti, tentando di rimettere in moto i neuroni atrofizzati da secoli di lavaggio del cervello. 
Leggi tutto...
 
Pagina 4 di 6

Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

Syndication

feed-image Feed Entries

Links

Scarica un estratto di
Il genocidio del Rwanda

I più letti

Seguimi su

Vania

Author

Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).