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Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Giu25

E tanti saluti alla regina

Il problema è culturale, lo riconosco. 
Non è roba di ora, è faccenda di DNA. Un percorso lungo millenni che ha modificato filogeneticamente i cromosomi, e già Dante se ne dogliava “Ahi serva Italia di dolore ostello…”. Quindi nulla di nuovo.
Però, nelle ultime ventiquattr’ore, a leggere sui social i commenti suscitati dal referendum inglese, risulta assai più chiaro quanto siamo destinati all’idiocrazia. E penso a quanto possa essere raccapricciante il suffragio universale applicato a un popolo ignorante, becero, qualunquista, miserabile e biologicamente programmato alla schiavitù mentale.
Non è questione di cultura, sia chiaro. Non c’entrano nulla le tre lauree e i master. E’ l’incapacità assoluta e totale a capire certi concetti, ad andare oltre le frasi fatte e i pensieri precostruiti, tentando di rimettere in moto i neuroni atrofizzati da secoli di lavaggio del cervello. 
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Feb09

L'impotenza appresa: ecco perché nessuno si ribella

Qualche tempo fa, durante un esperimento di laboratorio, uno psicologo notò un fenomeno piuttosto strano. L’esperimento consisteva nel somministrare una scossa elettrica ad alcuni topi chiusi in gabbia e senza vie di fuga. Inizialmente, gli animali si agitavano cercando di scappare, ma quando si rendevano conto che non potevano, restavano semplicemente immobili. Il fenomeno strano era che, in un esperimento successivo, in cui era prevista una via di fuga, quegli stessi topi non la usavano. Continuavano a rimanere immobili e a subire la scossa. In pratica, i topi avevano “imparato” che non potevano fuggire o evitare la scossa e, anche di fronte all’evidenza contraria, continuavano a restare immobili.

La faccenda era talmente insolita che il ricercatore decise di verificare se il meccanismo funzionava anche sugli esseri umani. Così, prese un gruppo di studenti e li chiuse in una stanza dove c’era un forte rumore, che infastidiva molto e sembrava provenire da un pannello pieno di pulsanti. Gli studenti provavano a spingere i pulsanti, tentando di far cessare il rumore, ma non accadeva nulla. In seguito, venivano rinchiusi in un’altra stanza, sempre con lo stesso rumore, ma in questo caso premendo i pulsanti il rumore sarebbe cessato. Solo che nessuno li premeva. Anche gli studenti avevano imparato che “non c’era niente da fare”.

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Nov16

Parigi - Damasco, andata senza ritorno

Se la Fallaci fosse stata viva, avrebbe levato la pelle a chiunque si fosse azzardato a chiamarla per nome. Sapeva scrivere, ma era diventata vecchia, e con la vecchiaia era diventata faziosa e tendeva a dimenticarsi, opportunamente, furbescamente, vergognosamente, di raccontare le cose per intero. Di che si lagnano, questi esperti da tastiera, questi specialisti di geopolitica, questi dotti e colti imbecilli che non hanno mai letto uno straccio di libro, un foglio di giornale, e meno che mai hanno mai portato il culo in quei posti che ritengono un covo di terroristi e di complici? Si lagnano solo per il fatto che qualcuno ha ammazzato gente "dietro casa loro"? Si risentono perché “sarebbe potuto capitare a me, a mia madre, a mio figlio”? e non ci hanno pensato mai quando l'Europa, la Francia in primis, è andata a portar guerra in Medio oriente, in Libia, in Mali, in Congo, in Rwanda e via dicendo? Non erano morti, quelli? Non erano padri, figli, mogli? Non erano civili, gli obiettivi che avevano le loro bombe? E per un fine ignobile, il più ignobile di tutti: arricchire ancora di più pochi colonialisti sfruttatori e assicurarsi il petrolio, l'oro, il coltan, i diamanti, facendone fare le spese ai poveri cristi che si sono trovati sulla loro strada. 

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).